Adam Wild e i Predatori della Città Perduta

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Paradossalmente, adesso che sta per terminare la sua vita editoriale, la serie di Adam Wild entra nel vivo e si fa addirittura “sperimentale”, dopo essere stata lanciata come il fumetto più classicamente “bonelliano” tra i nuovi.
Tutte le linee narrative tracciate da Gianfranco Manfredi stanno infatti confluendo in un unico luogo, ovvero la città perduta di Odwina, nel deserto del Kalahari, città che tutti stanno cercando: Adam e i suoi amici, ma anche Webster e Manning, i due nemici londinesi di Adam, evasi dal carcere fingendosi morti e subito partiti per l’Africa.
Insieme a Manning ci sono anche i due figli: lo psicopatico Norman e la svampita e infantile Suzanne.

Dal punto di vista della trama, i “padri ispiratori” di Manfredi sono chiaramente Salgari e Haggard, con i loro sapienti miscugli di avventura, magia e soprannaturale.
In particolare, questa decisa impennata della vicenda verso la fantascienza e il soprannaturale mi ha riportato non solo a Indiana Jones, ma soprattutto al vecchio sceneggiato televisivo “Il segreto del Sahara”, in cui il segreto del titolo si rivelava essere un’astronave aliena.
Alla virata della serie verso l’onirico, il soprannaturale e la fantascienza si abbina il cambiamento nell’impianto grafico: infatti i due albi 20 e 21 (esclusa l’introduzione del n. 20 di Matteo Bussola) sono disegnati in maniera eccelsa da Antonio Lucchi.

Adam, impulsivo come sempre, non dà ascolto agli avvertimenti di Amina, insolitamente spaventata dalla città di Odwina, e scende in una pozza di acqua luminosa all’interno di una grotta: in fondo a questa pozza incontra una medusa gigante (realmente esistente e nota come Turritopsis Dhornii) che lo proietta nel futuro.
Adam verrà così a conoscenza dei drammatici eventi che sconvolgeranno Africa ed Europa, dal colonialismo alla Seconda Guerra Mondiale.
Grazie ad un rito sciamanico, Amina e Narciso andranno a riprendere Adam ed entrambi rischieranno la follia.
Il finale sarà spettacolare!

Come già accennato, i disegni di Antonio Lucchi sono qualcosa di grandioso e psichedelico, e senza bisogno del colore che caratterizza la serie di Orfani.
Purtroppo mancano pochi numeri alla conclusione della serie, ma la speranza è che l’esperimento tentato in questi due albi prosegua più avanti.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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