La vendetta di Rosa (Nuovo Mondo 7)

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Rosa: “Devo ammazzare un sacco di gente, papà.”
Ringo: “Il problema non è uccidere, ragazzina… ma farlo nella maniera giusta.”

Avevamo lasciato Rosa, nel numero scorso, sconfitta, catturata, privata di suo figlio appena nato e tormentata dal senso di colpa per avere (f0rse) erroneamente ucciso Lora, la moglie di Vincenzo.
Tutti i profughi, traditi dall’infame Armin (in realtà un soldato infiltrato nel gruppo dalla Juric), sono stati rinchiusi in prigione e Rosa è in isolamento, senza più voglia di rialzarsi: sarà, come sempre, il fantasma di suo padre Ringo, sempre in contatto con lei, a ridarle la voglia di lottare.
Rosa aveva giurato ad Armin che sarebbe stato il primo a morire e infatti muore atrocemente, in una scena che mi ha ricordato quella di Sin City, in cui Marv massacra l’alto prelato che ha fatto assassinare la sua donna.
È solo l’inizio della vendetta di Rosa, che però scopre poco a poco di non avere più la superforza che l’aveva accompagnata da quando era atterrata sul pianeta: capisce quindi che era suo figlio a trasmettergliela, grazie al DNA di Ringo. Decide quindi di usare una droga potenziatrice, che non si sa ancora a quali conseguenze porterà.
Rosa però non è l’unica detenuta in isolamento: c’è qualcuno ancora più feroce di lei. Chi sarà? La rivelazione finale sarà sconvolgente.

I disegni cupi ed essenziali di Werther Dell’Edera accompagnano Rosa e lo spettro di Ringo nella risalita dall’inferno, mentre, nel palazzo della Juric, Sam la Mocciosa sembra sprofondare sempre più nella follia.
La serie cresce sempre più mese dopo mese, dopo un avvio non eccelso, ed è già stato diffuso il piano futuro dell’opera: dopo “Nuovo Mondo” ci saranno due stagioni extra da tre albi ciascuna, probabilmente incentrate sui due figli dell’odio, quello di Rosa e quello della Juric, per arrivare alla sesta e (forse) ultima stagione, sempre di 12 numeri.
Non male per essere un “flop”, come l’hanno comicamente definito haters e invidiosi.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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