Struzzi, pallottole e diamanti.

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Nella doppia storia di marzo-aprile, la saga di Adam Wild riprende ad accelerare.
Sbarcati a Città del Capo, Adam, Amina e il conte Narciso incontrano finalmente l’agente segreto Fall che aveva in serbo una missione per il nostro eroe.
Come avevo immaginato, l’agente Fall (“Autunno” in inglese) è lady Winter (“Inverno” in inglese): fa sempre piacere indovinare lo sviluppo di una storia prima di leggerla.
La subdola Gertrude affida ad Adam e ad Amina due diverse missioni, legate all’imminente guerra tra Inglesi e Boeri: l’esploratore dovrà prendere contatto con Jerome Strong, informatore che organizza corse di fantini a cavallo di struzzi; la principessa invece dovrà parlare con Bozo, misterioso sciamano che potrebbe essere un alleato contro i Boeri.
Qualcuno però trama per uccidere Adam durante la corsa degli struzzi alla quale parteciperà anche Narciso. Purtroppo ne farà le spese un amico di Adam.

Nella seconda parte, Adam regola i conti con l’olandese Gert Kruger e con il gruppo di affaristi che ha complottato contro di lui e che sta organizzando la guerra. Anche lady Winter è occasionalmente al suo fianco ed è impossibile non immaginare perchè: in una continua gara contro Amina, Gertrude sembra convinta che, combattendo al fianco di Adam come fa lei, l’esploratore cederà alle sue offerte non solo politiche.
La nobildonna non ha però fatto i conti con la coerenza dell’esploratore.

La trama si infittisce sempre di più, forse eccessivamente, facendo entrare in scena sempre più personaggi, come l’ambiguo Seymour Lax, anche lui in cerca della città perduta di Odwina e dei suoi diamanti. Purtroppo la comprensione ne risente: magari introducendo un solo antagnista per volta, come nei primi numeri, gli albi risulterebbero meno ostici.
Il finale della seconda parte decolla verso la fantascienza spinta, che poteva essere accettata in una serie come “Magico Vento”, ma con il realismo di Adam Wild cozza alquanto, sebbene mi abbia ricordato molto un vecchio sceneggiato di molti anni fa, “Il segreto del Sahara”, tratto da un’oepra salgariana, il cui finale era degno di X-Files.
Per l’occasione ho avuto un’altra delle mie previsioni (e su Fall/Winter ci avevo azzeccato): la città di Odwina spiegherà forse l’origine dei misteriosi scheletri giganti comparsi in AW 7 “Fuori dal Paradiso”?

Purtroppo, come è noto e salvo miracoli, la serie sta avviandosi verso la sua fine naturale, perchè non vende abbastanza da giustificare una prosecuzione, però sicuramente ci attende un finale pirotecnico, con la guerra tra Inglesi e Boeri, la città perduta che tutti stanno cercando, un attacco ad una miniera gestita dai Boeri e chissà, magari la resa dei conti con Frankie Frost, che sicuramente non è morto: da che parte starà in quell’occasione lady Gertrude Winter?

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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