Avete mai sognato quest’uomo?

dylandog355

Il 2016 si conferma un anno molto intenso per Paola Barbato, tra Dylan Dog, il neonato UT, alcuni albi della collana “Le Storie”, le traduzioni in francese dei suoi romanzi e altri progetti extra-Bonelli.
L’albo di Dylan Dog n. 355 porta nuovamente la sua firma come sceneggiatrice, affiancata alle matite da Paolo Martinello, il cui tratto segue l’ispirazione di Celoni e dei fratelli Cestaro.
L’albo in questione resterà anche negli annali per la copertina, in cui la luce che circonda il volto di Dylan è fosforescente, perciò brilla al buio.

Sandy, la fidanzata del mese di Dylan, è avvocatessa, ma è tormentata da terribili incubi in cui un misterioso e inquietante personaggio (più simile al Bob di David Lynch che al Freddy di Wes Craven) sembra perseguitarla. Cerca così di non addormentarsi mai, ma questo la porta vicina alla follia.
Toccherà all’Indagatore dell’Incubo cercare di scoprire chi sia questo spaventoso personaggio.

L’autrice ha rivelato sulla sua pagina FB di essersi ispirata, più che a Nightmare, ad un recente caso mediatico, inventato in realtà di sana pianta come caso sociologico: QUI trovate un articolo in merito.
La storia della Barbato è un horror psicologico, come sua abitudine, e scorre bene, con la giusta tensione, anche se il “suo” Dylan presenta sempre i soliti difetti, primo fra tutti un atteggiamento piuttosto immaturo e adolescenziale con la sua fidanzata del momento. Se paragonato con il Dylan di Barbara Baraldi, giusto per citare un’altra autrice, non sembrano neanche lontani parenti.
Il personaggio più riuscito dell’albo è una new entry che magari tornerà, ovvero una cinica psichiatra conoscente di Bloch, che cerca di indagare sugli incubi di Sandy.
A pag. 59, l’immagine dell’Uomo dell’Incubo riflessa nello specchio sembra ricordare il terribile Reverendo Kane della saga di Poltergeist.
Notevole anche la catastrofica scena da pag. 30 a pag. 32, che per un istante sembra tristemente trasportarci a Parigi o a Bruxelles (un caso ovviamente, dal momento che le storie escono almeno due anni dopo essere state scritte).

Ma voglio soffermarmi su un paio di tavole che secondo me sono due cliffhanger per futuri sviluppi.
A pag. 41, Dylan entra in camera di Groucho per chiedere il suo aiuto, ma l’amico è sparito: il letto è intatto, come se non fosse neanche rincasato la sera prima. Non ricomparirà più, neanche alla fine della storia: per quanto ne sappiamo è svanito nel nulla. Forse un nuovo tassello nel puzzle che riguarda il “segreto di Groucho” di cui è stato accennato in Dyd 346, della stessa autrice?
A pag. 88 Dylan sembra avere una terrificante visione che lo riguarda e che forse gli anticipa un drammatico futuro. Lo stesso Uomo dell’Incubo (al quale curiosamente la Barbato non ha dato un nome, come è stato invece per i cinematografici Bob, Jason, Freddy Krueger, Michael Myers ecc.) sembra essere destinato a tornare, come altri personaggi creati dalla stessa autrice.
Roberto Recchioni aveva anticipato che ogni tanto si sarebbe affacciata una timida continuity: che stia arrivando il momento per clamorosi sviluppi all’interno della serie?

A maggio Paola Barbato ricomparirà come sceneggiatrice, questa volta di un intero Color Fest, a conferma del suo momento di grazia!

Dyd tavola

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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