Il dottor Splatter medico della mutua (fan-fiction ispirata a Morgan Lost)

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Come aveva previsto, Daniele si ammalò alla fine della prima settimana di lavoro.
La scuola che l’aveva chiamato come supplente di Italiano gli aveva affidato quattro classi, sparse in tre sedi diverse, quella principale più due distaccamenti. Essendo gennaio, per trasferirsi da una classe all’altra doveva rimettersi il cappotto, attraversare il cortile o addirittura la via, per recarsi in uno dei due distaccamenti.
Se si aggiungeva il fatto che in uno dei due distaccamenti atrio e corridoi erano flagellati da correnti gelide, era inevitabile che le difese immunitarie dichiarassero la resa incondizionata dopo pochi giorni di assedio.
La mattina del giovedì, quindi, Daniele chiamò la segreteria della scuola per avvisare che era stato colpito da influenza. Ciò nonostante, sapeva che avrebbe dovuto raccogliere le ultime forze per andare a farsi visitare dal suo medico della mutua e farsi rilasciare il certificato medico da consegnare alla segreteria.
Lo chiamò al telefono ed ebbe la prima brutta sorpresa: il suo medico di base era andato in pensione e avrebbe perciò dovuto trovarsene uno nuovo. Fortunatamente, l’impiegata che gli aveva risposto fu così gentile da offrirgli subito un’alternativa senza costringerlo a recarsi allo sportello.
«Dottor… Splatter?» chiese Daniele, pensando di avere capito male il cognome.
«Si chiama così. Deve essere di origini americane.» confermò l’impiegata.
«Dove ha lo studio?»
L’impiegata gli diede l’indirizzo. Era vicino a casa sua, perciò avrebbe fatto poca strada e poca fatica.
«Ok, vada per questo dottor Splatter.»
Il pomeriggio stesso Daniele si imbacuccò come se stesse avventurandosi verso il Polo Nord e si recò allo studio del dottor Splatter.
La piccola sala d’aspetto era deserta. «O sono fortunato, o questo tizio non ha molti pazienti.» pensò.
«Avanti!» tuonò una voce stentorea da dietro la porta dello studio.
Daniele la aprì e si trovò al cospetto del suo nuovo medico della mutua.
L’impressione non fu delle migliori. Il dottor Splatter era seduto dietro la scrivania, ma anche così si capiva che era una specie di gigante. Il particolare più inquietante erano però la mascherina e gli occhiali da sala operatoria che gli nascondevano completamente il volto.
Il dottore dovette accorgersi dell’esitazione del suo paziente e abbozzò una giustificazione quanto mai bizzarra. «Devo essere pronto ad ogni evenienza.»
«Io però sono qui solo per avere un certificato medico.»
«Per cosa?»
«Influenza.» rispose Daniele, convinto che la sua voce nasale fosse sufficiente per far capire qual era il problema.
«È già tra i miei pazienti?»
«No, il mio solito medico è andato in pensione.»
«Allora mi dia i suoi dati, in modo che possa inserirli nel data base.»
Daniele fornì al medico nome, cognome, indirizzo e codice fiscale.
«Mestiere?»
«Insegnante.»
Il dottor Splatter si bloccò come se lo avesse colpito il raggio paralizzante di qualche film di fantascienza. «Che materia?»
Daniele ebbe una breve esitazione, poi si arrischiò a dargli anche quell’informazione. «Italiano.»
«Le piace il suo lavoro?»
«Ho appena iniziato come supplente, ma direi di sì.»
«Non la invidio, se deve avere a che fare con i giovani d’oggi.» sospirò il dottore, appoggiandosi allo schienale della sedia.
«In effetti sono un po’ diversi da noi, ai nostri tempi.» ammise Daniele, che cominciava a rilassarsi «Il cellulare ad esempio è una vera disgrazia. Non si riesce a sequestrarglielo.»
Nel frattempo il dottor Splatter si era alzato, mostrando tutta la propria imponenza, ma senza levarsi occhiali e mascherina. «Quello che manca al giorno d’oggi è il rispetto.»
«Sono figli del loro tempo.» tentò di giustificarli Daniele.
«Qual è il voto più basso che ha dato ad un suo allievo?» gli domandò il dottor Splatter, che nel frattempo era uscito dalla sua visuale e stava trafficando con alcuni arnesi alle sue spalle.
«Un quattro, l’anno scorso, durante la mia precedente supplenza.» rispose l’insegnante «Il tema in classe era davvero disastroso.»
Daniele non si accorse neanche della mannaia che gli spaccava la testa a metà come un’anguria: la morte fu istantanea.
«Io avevo sempre quattro nei temi in classe, brutto stronzo!» disse il dottor Splatter.

Nota.
Il Dottor Splatter è stato creato da Claudio Chiaverotti nel fumetto Morgan Lost e questa è soltanto una mia fan fiction, scritta per divertissement.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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One Response to Il dottor Splatter medico della mutua (fan-fiction ispirata a Morgan Lost)

  1. Divertissement quanto vuoi… appassiona!

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