I conigli rosa uccidono ancora (Morgan Lost n. 6)

“Sembrano tutti un po’ pazzi, nel mondo dei fumetti… ma il più pazzo resta quello che li inventa.”

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Con il numero 6 di Morgan Lost precipitiamo in pieno meta-fumetto, ovvero quel particolare stratagemma narrativo in cui il fumetto racconta se stesso e i propri meccanismi, molto spesso permettendo agli autori di ironizzare su se stessi o levarsi qualche sassolino dalla scarpa.

Agatha e Luck Rabbit sono, nella finzione chiaverottiana, una coppietta di conigli umanizzati, protagonisti di un fumetto underground creato da James Farrel, autore ora un po’ in disarmo. I coniugi Rabbit però non hanno nulla a che fare con Bugs Bunny o Roger Rabbit, dal momento che sono la metafora delle perversioni e delle depressioni che nascondono le cosiddette “coppie perfette”, soprattutto se ricche e altolocate.
Farrel decise di chiudere il suo fumetto in modo cruento, facendo scalpore e restando nella leggenda del “Fumettomondo” (cit.).
Ora però una coppia di misteriosi serial-killer mascherati come i coniugi Rabbit del fumetto ha iniziato a macchiare di sangue la neve che ricopre New Heliopolis, scegliendo vittime a caso, in un cinema, in una villetta isolata…
Toccherà, come sempre, a Morgan Lost cercare di catturarli, con l’aiuto dell’amica profiler Pandora Stillman.

Anche questa volta, Claudio Chiaverotti riesce a creare una storia totalmente diversa da quelle che l’hanno preceduta, come se ogni albo di Morgan Lost fosse un microcosmo unico, senza quasi nessun collegamento con gli altri, eccetto i pochi protagonisti fissi e le ossessioni di Morgan.
Questo albo infatti diventa il pretesto per raccontare il mondo del fumetto, le sue dinamiche, i personaggi folli e nerd che lo popolano, i cosplayers… e a volte la solitudine di chi cerca se stesso in una coppia di conigli a due gambe.
I riferimenti risultano particolarmente evidenti nella riflessione di Morgan che ho citato in apertura e che riflette chiaramente l’autoironia del suo autore. Oppure quando Jack, l’amico e collega di Morgan, strappa per sbaglio una pagina del costosissimo fumetto di James Farrel, dicendo poi “Ma sì, tanto costerà poco…”
Per me e per tutti i lettori “dylaniati” della prima ora è impossibile non collegare i coniugi Rabbit con Pink Rabbit, l’indimenticabile e folle personaggio creato da Tiziano Sclavi e Luigi Mignacco sulle pagine di Dylan Dog, e questo è il motivo del titolo che ho scelto per questo articolo. Agatha e Luck sono però molto meno ridanciani, essendo in realtà una metafora della depressione, della noia, della sterilità sentimentale che sfocia nell’omicidio o nel suicidio.
Per tutti i fedelissimi “chiaverottiani” c’è anche un’ultima sorpresa: un classico “doppio finale” come quelli che hanno reso celebre l’autore torinese nei suoi albi “dylaniati”!

I disegni sono dell’ottimo Cristiano Spadavecchia ed è sempre più evidente il tentativo degli autori di uniformare il proprio tratto, seppure ognuno con la propria tecnica e sensibilità, ad un’impostazione generale di serie che esula dai classici canoni bonelliani, sempre impostati sul cambio di stile da un albo all’altro.

In quarta di copertina, la trama del numero 7, intitolato, con un tocco di genialità, “Vulcano 7”:

Durante il primo allunaggio della Storia, trasmesso in mondovisione, un astronauta uccide i suoi compagni davanti a quattro miliardi di spettatori impotenti!

Prepariamoci ad essere stupiti dall’ennesimo “microcosmo morganiano”!

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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