Blake, Mortimer e Mystère.

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La Gazzetta dello Sport sta facendo uscire una serie di ristampe a prezzo interessante delle Avventure di Blake e Mortimer, scritte e disegnate da Edgar P. Jacobs, alfiere, insieme a Hergè e poi a Moebius, del fumetto francese.
Non potevo perdermi la quinta e la sesta uscita, ovvero “Il mistero della Grande Piramide”, diviso in due parti, forse il capolavoro della serie.
Ricordavo vagamente questa storia, avendola letta da ragazzino, probabilmente su Comic Art o l’Eternauta: era uno dei fumetti preferiti di mio padre, insieme a Tex.

Il professor Philip Mortimer è un fisico appassionato dilettante di archeologia; Francis Blake è capitano di Scotland Yard, dell’Intelligence Service. Insieme si trovano ad affrontare avventure tra fantascienza e archeologia.
In questa storia epocale, ad esempio, Mortimer arriva al Cairo, per incontrare un suo amico studioso, che avrebbe trovato il famoso Papiro di Manetone, che condurrebbe alla Camera di Horus, una cripta segreta colma di tesori. Sulle tracce del tesoro c’è però anche il nemico storico di Mortimer, ovvero il diabolico Olrik, che non esiterà, per arrivare per primo alla Camera, a ordinare l’assassinio del capitano Blake, in arrivo per dare manforte all’amico professore.

Non mi soffermerò sui disegni perfetti e curatissimi, tipici della “scuola francese”, perchè l’aspetto che più mi ha colpito, non ricordandomi più l’avventura, letta, come detto, molti decenni fa, è lo stretto collegamento tra Blake, Mortimer e Martin Mystère, il personaggio creato nel 1982 da Alfredo Castelli!
Si può anzi dire che Philip Mortimer, ancora più di Allan Quatermain, sia il vero “antenato” del Buon Vecchio Zio Marty, come dimostrano le impressionanti analogie di questa storia con il numero 2 e 3 della serie di Martin Mystère, dal titolo “La vendetta di Ra”.

Innanzitutto, sebbene si svolga in Belize, anche l’avventura di Martin, Java e dell’archeologa Beverly Carter è a sfondo egizio e ruota intorno ad una serie di geroglifici.
Anche Martin ha un arcinemico, Sergej Orloff, il cui volto (maschera a parte) sembra ricalcato su quello di Olrik (il nome invece sembra venire dal libro “Polvere d’Inferno”, di Peter Kolosimo, datato 1981).
Il padre di Beverly, Walter Howard, scomparso nella giungla del Belize, ha lo stesso ruolo narrativo, nel finale, dell’enigmatico sceicco Abdel Razek.
L’ultima vignetta, in cui Olrik vaga nel deserto in stato confusionale e privo di memoria, è copiata pari pari, persino nella didascalia, nell’ultima vignetta dell’avventura di Martin Mystère, con Orloff al posto di Olrik e con la giungla al posto del deserto.
Ma è tutta l’atmosfera della storia di Castelli a riecheggiare le atmosfere di quella scritta da Jacobs, compresa la cura certosina nell’ambientazione storico-artistica.

Questo significa che Castelli ha copiato Jacobs?
Certo che no! Il BVZM si allontana subito dal suo “padre putativo”, perchè l’avventura egizia si svolge in Belize e ha a che fare con Atlantide, la civiltà scomparsa che aveva grande importanza soprattutto nelle prime storie del Detective dell’Impossibile.
Inoltre ci sono le due armi a raggi, i “murchadna”, di Mystère e Orloff, e quest’ultimo non ha niente a che fare con Olrik, soprattutto nel look.
Però è molto suggestivo constatare che Castelli, almeno all’inizio della sua serie, ha in un certo senso proseguito dove Jacobs si è fermato, raccogliendone l’eredità.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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