Morgan Lost n.4 – La Rosa Nera – Recensione

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Dopo la sarabanda onirica del mese scorso, avvenuta in una realtà creata da una scelta d’amore, torniamo nella New Heliopolis reale (e infatti anche Mary Goodnight, la dee-jay più cool della città, è ancora viva perchè non è mai morta).

Pandora Stillman, la criminologa perseguitata da Wallendream (la rockstar dei serial-killers), riceve l’ennesima “visita” del suo stalker e Morgan Lost, il cacciatore di taglie che è stato suo allievo al corso di profiling, si mette decisamente a caccia del criminale più inafferrabile di New Heliopolis.

Perchè Wallendream è inafferrabile? Perchè la sua vera identità cambia in continuazione: oggi può essere un collaboratore di una casa editrice, domani, vedendosi scoperto o semplicemente stanco di quella identità, può decidere di diventare agente di borsa. Non è neanche detto che resti uomo: potrebbe anche decidere di travestirsi da donna.
L’unica caratteristica che resta sempre la stessa è la sua vera passione: assassinare le donne che “ama” e infilargli una rosa nera in gola, lasciandola sporgere dalla bocca aperta. Solo con Pandora è diverso: siccome lei è l’unica sopravvissuta, ora è convinto di avere trovato la sua anima gemella, la sua vittima sacrificale perfetta e così non cerca più di ucciderla nel corpo, ma nella mente: la perseguita forse nel tentativo di farla impazzire, perchè altrimenti, uccidendola, il gioco finirebbe troppo presto.
Scopriamo anche perchè Wallendream infila una rosa nera nella bocca delle sue vittime, che sono a tutti gli effetti le sue bambole (e Pandora è la sua preferita).

Claudio Chiaverotti ci trascina nuovamente in una discesa agli inferni, nel’abisso della mente di Wallendream, contorta quasi quanto quella di Morgan, suo cacciatore ma forse fin troppo simile a lui.
Nella trama notiamo come sempre le ben note atmosfere “dylaniate” di una volta, soprattutto nel prologo, quando la Morte causa un infarto al guidatore di un elivelivolo della polizia, ma Morgan in realtà ha molte analogie con Nathan Never: ha un passato drammatico, è un “musone”, ha la passione per il “vintage”, è un perfetto cacciatore di criminali e anche la sua sensibilità nell’interagire con le vittime dei crimini assomiglia moltissimo a quella di Nathan. Una sola cosa forse li differenzia (a parte il daltonismo): Morgan è più fragile di Nathan ed è un eroe suo malgrado, quasi un “eroe improvvisato”, più simile a Peter Parker che a Bruce Wayne.

I disegni sono della brava e simpatica Val Romeo, già vista sulle pagine di Dylan Dog, che riesce a tratteggiare una tavola particolarmente intensa, drammatica ed erotica al tempo stesso, sulla quale non dico nulla per non rovinare la sorpresa.

Insomma, ritengo che Morgan Lost stia continuando a dare al lettore quello che il lettore si attende dall’autore di tante indimenticabili storie di Dylan Dog e di Brendon.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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