“I sogni dei morti” (Le Storie n. 40) – Recensione

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Shannon, figlia di un minatore gallese, ha un potere alquanto ingombrante: se dorme nel letto dove qualcuno è morto, riesce a vedere l’ultimo sogno del defunto prima di lasciare questa vita, come se questo sogno avesse impregnato le lenzuola e il cuscino e lei lo raccogliesse dormendoci sopra.
È per questo che i suoi compaesani le chiedono spesso di dormire nel letto dove i loro cari sono morti, perchè possa svelare se il loro ultimo sogno è stato sereno o no.
Ma cosa accadrebbe se la persona di cui Shannon percepisce l’ultimo sogno fosse stata sequestrata e brutalmente uccisa? È quello che la ragazza dovrà scoprire, dopo che, rifugiatasi dal temporale in una baita isolata, sogna una ragazza prigioniera, probabilmente assassinata.

Paola Barbato torna sulle pagine della testata più originale dell’editore Bonelli e lo fa alla grande, con una trama gialla degna di lei, tra incubo e parapsicologia (sulla falsariga della serie TV Medium), affiancata dalla brava disegnatrice Anna Lazzarini, già vista su Legs e Nathan Never.
La nota scrittrice riesce come sempre a dire e non dire, a spargere indizi e a rimetterli subito in discussione, ad usare il thriller per parlare in realtà di rapporti interpersonali, dimostrando che chi la conosce (e la giudica, a volte arbitrariamente) solo per Dylan Dog sbaglia di grosso.

DOPO L’IMMAGINE AREA SPOILER!

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AREA SPOILER (SOLO PER CHI HA LETTO L’ALBO)

Di chi è l’ultimo sogno che Shannon sogna nella capanna?
Le due autrici ce lo rivelano in un piccolissimo indizio: posati accanto al pagliericcio ci sono gli orecchini di Samantha, perciò è lei la morta.
Uccisa da chi? Dall’amante Tim? Parrebbe strano, non se ne vede il motivo: più probabile, a mio avviso, che sia Jerry l’assassino di Sam (e anche di Tim?), probabilmente perchè ha intuito che i due amanti lo vogliono eliminare in quanto testimone scomodo.

Quindi è Jerry lo sconosciuto con il coltello che compare nell’ultima vignetta? Shannon sarà la sua ultima vittima?
Non possiamo saperlo, ma Paola Barbato fa svegliare Shannon: se avesse voluto dirci che viene assassinata anche lei l’avrebbe lasciata addormentata, con l’assassino sopra di lei. Potrebbe esserci una colluttazione e lei potrebbe avere la meglio, come in tanti romanzi gialli.
Certo Paola non è famosa per i finale consolatori, ma ognuno di noi può scegliere il finale che preferisce: Shannon vivrà o morirà?

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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2 Responses to “I sogni dei morti” (Le Storie n. 40) – Recensione

  1. claudio says:

    Concordo in tutto o quasi. Ottimo veramente, Le Storie è, probabilmente, la serie più intrigante di casa Bonelli. L s sceneggiatura è perfetta e il soggetto molto originale. Non era facile scrivere qualcosa che non somigliasse al già visto e sentito, quindi un plauso a Paola per esserci riuscita. Di contro, per quanto mi riguarda, Lazzarini offre un saggio di “normalità”, un tratto leggibile e pulito, ma senza ombra di talento, insomma un disegno al servizio di una trama eccellente.

  2. Pingback: Avete mai sognato quest’uomo? | Caffè Saturno

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