“Nuovo Mondo” n. 4 – “Benvenuto nella giungla” – Recensione

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Quello che mi accingo a recensire è di gran lunga l’albo migliore della terza stagione di Orfani. Per vari motivi.

Innanzitutto Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo, i due sceneggiatori, usano una tacnica narrativa che mi piace molto e che ho già visto nel telefilm Lost: così come in quel caso J.J. Abrams e soci abbandonavano per una puntata i nostri naufraghi e ci mostravano cosa era capitato ai passeggeri che stavano in coda all’aereo, allo stesso modo Recchioni e Uzzeo tornano al momento in cui il volo clandestino di Cesar e Rollo viene attaccato e i due si liberano del loro carico umano: seguiamo quindi la vicenda di John, il fratello di Paul, anche lui salvo, ma destinato ad affrontare avventure ancora più dure e per giunta da solo. Viene infatti inseguito dalle belve e dai “Cani” robot, salvato da un gruppo di schiavisti (cadendo quindi dalla padella alla brace) e vessato e perseguitato da un figlio di puttana della peggior specie.

Come sempre nelle storie dell’accoppiata Recchioni-Uzzeo, il finale non è consolatorio, ma porta comunque con sè una morale: anche se la tua strada ti porterà comunque alla morte, se durante questa strada tu hai salvato una vita (quella della brutalizzata Nina) e se la tua testimonianza ha forse fatto scoprire la spia della Juric nel gruppo principale di naufraghi… beh, allora non sei nè vissuto nè morto invano, perchè il tuo ruolo l’hai avuto.

Sugli spettacolari disegni (dei due Luca, Maresca e Casalanguida) come al solito non c’è nulla da aggiungere alle lodi sperticate che questa serie merita.
Sulla trama due osservazioni, una positiva, l’altra un po’ meno. Interessante la personalità degli schiavisti, che entrano in scena come “Combattenti della Resistenza”, traendo in inganno lo stesso John, per poi rivelarsi dei bastardi doppiogiochisti di prima grandezza.
Un po’ eccessiva invece la parlantina e le battute di John mentre scappa dalle belve, ma mi ha un po’ ricordato l’Uomo Ragno che faceva le battute mentre combatteva con i nemici.

Ah… un attimo prima di subire la sua tragica sorte, John scopre l’infiltrato della Juric nel gruppo! Si attendono sviluppi!

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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