Dragonero 30-31 – “Il contagio-L’agonia di Yastrad” – Recensione

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Con questa avventura doppia, Vietti e Enoch iniziano a fare sul serio!
Dopo alcuni numeri la cui ispirazione proveniva dal Conan di Robert E. Howard e dalla saga di Shannara di Terry Brooks, in questi due mesi siamo dalle parti del Trono di Spade.

La città di Yastrad si trova nel regno di Lehorian, formalmente alleato dell’Impero ma con relazioni tese. A Yastrad esplode un contagio, sparso da un fungo micidiale, che uccide le persone e poi le rende zombie. Vengono accusati gli Eleusi, in quanto alchimisti ed esperti di funghi e qui il riferimento è alle comunità ebraiche nel Medioevo, accusate sempre (e sempre a torto) dei crimini più efferati.
Eryana, una Eleusa amica di Ian, gli invia un messaggio per mezzo di un astore e lui corre ad aiutarla, insieme ai fedeli Gmor e Sera. I tre amici si trovano catapultati in un intrigo politico ordito in realtà molto in alto.

Qualcuno ha scritto che con questa doppia avventura la serie diventa adulta. È senz’altro vero, perchè Ian soprattutto si dimostra tutt’altro che eroico e tutt’altro che puro, dovendo sottostare, in quanto scout, alle direttive dell’Impero.
Io sono, personalmente, molto deluso dal personaggio di Ian, in particolare per l’evento scioccante che capita a pag. 71 e per lo scandaloso comportamento di Ian, che non fa quello che chiunque si aspetterebbe, visto l’accaduto.
Dal punto di vista della continuity, questi due albi sono essenziali, perchè tirano le fila di una serie di eventi sparsi nelle storie precedenti, gettando le basi per una saga futura che si preannuncia sconvolgente e avventurosa. Resto molto combattuto sul personaggio di Ian, che mi piace sempre meno per come si comporta.
I disegni sono sempre il punto forte di questa serie e anche in questi albi abbiamo una composizione delle tavole che a volte lascia davvero senza parole, come dimostrano le foto qua sotto.

Insomma, l’hype per le avventure future sale vertiginosamente, nonostante i due autori stiano cercando di battere George R. R. Martin in ”cattiveria”.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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