Nuovo Mondo #3 – “Vertigine” – Recensione

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“Dove eravamo rimasti?
Ah già… che ero morta.”

Naturalmente Rosa non è morta davvero, ma finalmente scopriamo che è anche lei umana.
Dopo avere attraversato la foresta di corsa con il pancione, dopo avere sgominato da sola con arco e frecce svariate belve, dopo avere fatto a pugni con un robot, dopo avere lanciato con una mano sola un omone pesante il doppio di lei e dopo essersi fatta medicare alla maniera di Rambo, finalmente crolla come si conviene a chi non è di natura divina.

La figlia di Ringo e i suoi compagni d’avventura sono sopravvissuti al bestione che li aveva inseguiti e alla caduta nel fiume, ma lei si è presa un’infezione e la febbre. Vengono salvati da due nuovi personaggi, marito e moglie: l’irascibile e tirannica Lora e il mite ma astuto Vincenzo.
Nel trasportare l’inferma Rosa in barella d’emergenza, finiscono in una caverna… che non è proprio una caverna e i nostri eroi se la vedranno brutta ancora una volta.

Dopo due numeri totalmente incentrati su Rosa, in cui lei sembrava un Ringo al femminile, finalmente un’avventura corale e a mio parere un po’ più realistica, se di realismo si può parlare in un fumetto di fantascienza spinta.
Grazie allo stato in cui versa Rosa, quasi tutto l’albo ha come protagonisti i suoi compagni: il cinico Cesar, l’ambiguo Armin (temo porterà guai), il giovane Paul, “cotto” di Rosa e i due nuovi acquisti Lora e Vincenzo. Soprattutto nel finale, quando Rosa si riprende dalla febbre e dal delirio (nel quale incontra anche “faccia di scimmia”), i nostri si salvano grazie ad un perfetto gioco di squadra.
Ottima anche la personalizzazione di Host, il robottino volante, che ha la funzione di “spalla comica” ed è ovviamente un incrocio tra i due celebri droidi di Guerre Stellari, a testimoniare la passione di Roberto Recchioni per la saga di George Lucas.

La serie si conferma come una nuova tappa nella rivoluzione della gabbia bonelliana, dal momento che qui abbiamo ancora tavole con vignette a ventaglio e addirittura tre pagine da leggere tenendo l’albo in verticale, tra le quali una è addirittura una doppia splash.
Insomma: guardate con i vostri occhi.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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