Morgan Lost n.3-“Mister Sandman”

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Io dedico questa canzone a ogni donna pensata come amore…
Quando nei momenti di solitudine si piangono le labbra assenti di tutte le belle passanti che non siamo riusciti a trattenere.”

(Fabrizio De Andrè, “Le passanti”)

Dopo la dirompente e sconvolgente doppia avventura che ha aperto la nuova serie a fumetti edita da Bonelli e che mi ha ispirato la mia prima fan-fiction sul dottor Splatter, entriamo nel vivo, in questa storia onirica e poetica, che trae ispirazione, per ammissione dell’autore Claudio Chiaverotti, da due canzoni, “Mister Sandman”, canzone anni ’50 del gruppo vocale “The Chordettes”e “Le passanti”, canzone di Fabrizio De Andrè tradotta da “Les Passantes” di Antoine Pol e Georges Brassens.

Morgan conosce al cinema una bella e colta donna, Sarah, la quale, dopo iniziali ritrosie, passa la notte con lui.
Contemporaneamente, un misterioso serial killer mascherato che si fa chiamare Mister Sandman in omaggio alla vecchia canzone delle Chordettes semina vittime nella notte di New Heliopolis, ancora più immersa nella neve rispetto ai due albi precedenti.
Qual è il legame che unisce Sarah e Mister Sandman? Perchè è apparso proprio quando Morgan l’ha conosciuta? Da dove vengono gli incredibili incubi ad occhi aperti che tormentano Morgan? Che Mister Sandman sia come l’Uomo dei Sogni della canzone?

Chiaverotti, con la complicità dello storico disegnatore di Dylan Dog Giuvanni Freghieri, intesse una trama contorta e onirica che ricorda molte vecchie storie dell’Indagatore dell’Incubo.
Anche in questa avventura, Morgan si conferma tutt’altro che perfetto, anzi, è molto fragile e pieno di complessi che lo rendono molto più affascinante di tanti eroi tutti d’un pezzo.
I disegni rispecchiano la trama visionaria e la gabbia viene rielaborata in modo molto originale, con le vignette che a volte si sovrappongono e si intersecano e in una tavola addirittura si trasformano nelle lenti di un cannocchiale puntato verso lo spazio.

La storia, fin dal profetico film che Morgan e Sarah stanno guardando all’inizio, è un pretesto per indagare i rapporti tra uomini e donne, la difficoltà che si riscontra nell’aprirsi ad un nuovo amore, quando si è soli da troppo tempo.
Come tutto ciò che Chiaverotti scrive, anche questo albo evoca film più  o meno recenti: i due che mi sono subito venuti in mente sono “Jeepers Creepers”, per la canzoncina apparentemente allegra, e “Inception”, per il finale.

Come per i due albi precedenti, anche questa volta si arriva in fondo desiderando leggerne ancora e invece tocca aspettare un mese, nell’attesa di veder entrare in scena Wallendream, la “rockstar dei serial-killers”.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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