Il dottor Splatter in sala parto (fan fiction ispirata a Morgan Lost)

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New Heliopolis. Central Hospital.

«Come sta mia moglie? Sono ormai tre ore che è in sala parto.» fece notare Sherman all’infermiera in accettazione.
«Le ho già detto che non si deve preoccupare.» lo rassicurò la pachidermica donna, senza neanche alzare gli occhi dal registro «Sua moglie è nelle mani del miglior chirurgo della città, il dottor Splatter.»
«Dottor Splatter? Strano nome… non l’ho mai sentito. È nuovo?»
«No. Opera da anni e nessun suo paziente si è mai lamentato.»
«E quante gravidanze ha seguito?» indagò Sherman, un ansioso compulsivo.
«Contando quella di sua moglie? Mi faccia fare due calcoli.» rifletté l’infermiera, alzando gli occhi dal registro e tamburellandosi la guancia paffuta con le dita «Una.»
«Come ”una”?!» eruppe Sherman, diventando paonazzo «Mi sta dicendo che è il suo primo parto?»
«Ma non si preoccupi… il dottor Splatter non ha una specializzazione unica. Gira da un reparto all’altro e dovunque è passato ha lasciato sempre un bellissimo ricordo.»
Sherman non era affatto convinto, ma la calma serafica dell’infermiera lo placò e l’uomo tornò a sedersi.
Il tempo passò e la stanchezza ebbe il sopravvento. Quando Sherman si svegliò di soprassalto, con un filo di bava dal labbro inferiore alla camicia, era trascorsa un’altra ora.
«Ma che diavolo…?» imprecò l’uomo, quando si accorse che il reparto era completamente vuoto.
Andò verso lo sportello accettazione e diede tre colpi sul campanello a pressione appoggiato sul banco. Nessuno si fece vivo, neanche dopo altri dieci scampanellii.
«Adesso mi sentono!» si disse, ormai intenzionato a scrivere alla direzione una lettera di lamentela.
Sherman si diresse verso la porta a soffietto che separava la sala d’aspetto dalla sala parto e la aprì. Dietro la porta iniziava un corridoio, che terminava con un’altra porta.
Non c’era nessuno a fermarlo, quindi percorse il corridoio e raggiunse la seconda porta, la aprì e spalancò la bocca per dire qualcosa, ma la frase gli morì in gola.
Un uomo gigantesco in mascherina e camice operatorio si voltò. Sull’etichetta c’era scritto ”Dott. Splatter”. Nella mano sinistra reggeva un neonato, ancora legato al cordone ombelicale, mentre con la mano destra impugnava una grossa mannaia da macellaio.
Alle sue spalle, la moglie di Sherman, distesa sul lettino, era squarciata dal collo al ventre. Il sangue era ovunque: sul camice, sul pavimento, perfino sul soffitto.
«È un maschietto!» si limitò ad annunciare il dottor Splatter.
Il neonato scoppiò a piangere, segno che almeno lui era ancora vivo.
Sherman svenne e crollò a terra come un sacco di patate.
«Infarto, senza dubbio.» diagnosticò il dottor Splatter «Povera creatura. Appena nata e già orfana.»

Nota.
Il Dottor Splatter è stato creato da Claudio Chiaverotti nel fumetto Morgan Lost e questa è soltanto una mia fan fiction, scritta per divertissement.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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