Battaglia 05 – “…E le foibe?”

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“Il mondo di sotto, quello di sopra, i titini, i fascisti, i partigiani, i nazisti, gli alleati. I vivi e i morti. È sempre una sfida tra predatori… e a pagarne le conseguenze saranno sempre gli stronzi come te.”
(Pietro Battaglia)

Pietro Battaglia è il vampiro siciliano creato da Roberto Recchioni e Leomacs e pubblicato dall’editore Cosmo.

Scordatevi il bimbominkia Edward Cullen, ma anche il tormentato Dracula o il raffinato vampiro di John Polidori. Pietro Battaglia è più simile a Blade, con la differenza che lui non ha una missione ben precisa: Pietro è semplicemente un figlio di puttana.
Essendo immortale (a patto di evitare il sole e i paletti), il nostro vampiro attraversa tutta la storia recente d’Italia, un po’ come il Saint-Germain di Chelsea Quinn Yarbro, fatti i dovuti paragoni.

Ha fatto la guardia del corpo per la figlia di Mussolini. È stato coinvolto nel rapimento Moro e nell’attentato di Ustica. Ha fatto il sicario mafioso in una Sodoma “savianesca”.
Mancavano solo le foibe e puntualmente ecco che arrivano, al n. 5 della miniserie.

Graziano è un triestino gettato in una foiba (una cavità sotterranea) dai partigiani titini, nel primo dopoguerra. Qui sopravvive, cadendo sui corpi dei suoi amici compagni, ma si imbatte in Pietro Battaglia e in altre creature molto più feroci e pericolose dei titini.
Come finirà? E soprattutto, Pietro è suo amico o è solo un bastardo che sta facendo la sua stessa strada?

Il soggetto è di Recchioni, che ha curato e editato anche la sceneggiatura, affidata questa volta a un altro dei talenti che è solito scoprire: Giulio A. Gualtieri. I disegni invece sono di Walter Venturi.
E proprio i disegni la fanno da padrone, fin dall’inizio, quando Graziano si sveglia in fondo al pozzo sotto la pioggia di sangue dei corpi dei triestini dilaniati.
Il resto della storia fila come un proiettile, tra stretti cunicoli e orrende creature che sembrano prese dal film “Il nascondiglio del Diavolo”.

Il formato scelto da Cosmo è quanto mai azzeccato, perchè è lo stesso dei fumetti “neri” anni ’70, da Diabolik a Satanik, da Kriminal a Gesebel. Questo riduce le vignette per ogni tavola, ma rende l’azione pià concitata e l’atmosfera più claustrofobica.
Nel’editoriale si dà la notizia che Battaglia proseguirà le sue avventure e la cosa non può che farci piacere.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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