Nuovo Mondo n. 2 -“Madri guerriere”- Recensione

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Rosa è sopravvissuta al primo impatto con il Nuovo Mondo, ovvero il pianeta senza nome che la Juric ha deciso di colonizzare, dal momento che la Terra sta tirando gli ultimi.
Al suo fianco c’è Cesar, il pilota del volo clandestino che l’ha portata sul pianeta, ma che, per salvarsi dalla contraerea, non ha esitato a liberarsi del carico umano e Rosa, quando lo scoprirà, lo odierà con tutte le sue forze.
Nel frattempo, i Cani, robot spaventosamente simili ai Corvi in cui la Juric aveva trasformato gli ex-compagni d’armi di Ringo, danno la caccia ai clandestini sopravvissuti e toccherà a Rosa salvarli. Tra di loro spiccano il paramedico Armin e il ragazzino Paul, che si prende una cotta per l’eroica Rosa.

La storia è leggermente migliore del numero 1 come trama e soprattutto come disegni, ma purtroppo gli autori hanno deciso di trasformare Rosa nella Ellen Ripley di Alien, il che non ha nessun senso, perché, se Rosa è così forte e resistente perché è figlia di Ringo e quindi ha il suo stesso DNA modificato, perché di questa forza non c’era alcuna traccia nella precedente stagione (”Ringo”)? Perché, quando nella precedente stagione lei, Seba e Nuè si trovavano nelle grane, non abbozzava la benché minima reazione ma erano sempre i due ragazzi a battersi per lei? Come può adesso, che è arrivata nel Nuovo Mondo, battersi con dei robot, correre come una pazza anche se incinta (nella precedente stagione ho controllato: a volte non riusciva a camminare dritta), scalare alberi e sollevare e lanciare (!!!) lo statuario Cesar come se fosse un fuscello, per poi abbattere un caccia come faceva Ringo?
Già le prodezze di Ringo erano eccessive, come la sua capacità di guarigione dalle ferite, ma c’era la scusante dell’addestramento militare e del potenziamento fisico: Rosa non è una degli ”Orfani” ma sembra combattere come Juno o Sam, il che va ben oltre la ”sospensione dell’incredulità”.
Lasciamo stare poi le sue ”frasi da film”…

«Il dolore è solo una sensazione, come il freddo o il caldo. Lamentarsi non serve a niente.»
«La forza di una spada è data dal braccio di chi la impugna… e dalla volontà di uccidere.»

Di frasi simili non c’era traccia nella precedente stagione, adesso Rosa sembra diventata un incrocio tra Ringo e la Juric, quando ricordo di averla vista piangere alla vista dei cadaveri.
Anche il diario di Rosa che fa da introduzione ad ogni albo (al posto del ben più efficace e programmatico libro della Juric) mi sembra fuori contesto, sebbene i disegnini di Recchioni nel ”diario” strappino un sorriso.

L’impianto grafico è il punto forte di questo albo e fa presagire che questa stagione di Orfani sarà sempre più all’insegna della ricerca visiva e della rielaborazione della tavola.
Lo si vede soprattutto da pag. 84 a pag. 89, in cui la gabbia è totalmente destrutturata come in piccoli flash cinematografici che generano tensione nel lettore come nei protagonisti, fino ad esplodere in una quasi splash di forte impatto.
In due tavole, in un incubo di Rosa, compare anche Ringo incatenato su una nave pirata in viaggio in un oceano di sangue, il che lascia presagire strani sviluppi.

Il mio parere è che si stia spingendo un po’ troppo sul pedale della ”fracassonata” cinematografica, abbandonando tutta quella poesia e quella contestazione sociale che abbondava invece in ”Ringo”.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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One Response to Nuovo Mondo n. 2 -“Madri guerriere”- Recensione

  1. Solo ora mi son ricordato di non aver preso manco l’1 di NUOVO MONDO!

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