Adam Wild 14 – “Incendio allo Zoo” – Recensione

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Avevamo lasciato Adam, Amina e il Conte Narciso alle prese con scandali e complotti in seno alla Royal Geographical Society.
Ambrose Manning è riuscito a rimettere in riga il figlio psicopatico Norman ed è impegnato a far sparire il cadavere del suo maggiordomo Charles, che ha fatto le spese dello scontro in famiglia. Nello stesso momento, scoppia un incendio nello zoo di Londra e un misterioso assassino uccide il fotografo che scattò l’immagine di Amina a seno nudo, che rischiava di danneggiare l’immagine pubblica di Adam.
Mentre l’esploratore e la principessa vengono incaricati di catturare o uccidere la pericolosa tigre del Bengala fuggita durante l’incendio e il conte Narciso viene sospettato di essere lui il misterioso assassino, il destino di Ambrose Manning si compie, fino alla scoperta del personaggio che trama nell’ombra.

Anche in questa seconda avventura londinese, Gianfranco Manfredi si conferma giallista storico di prim’ordine e, per ingolosire il lettore, lancia altri ”cliffhanger” verso il futuro della serie: se nel numero 13 si lasciava immaginare la partenza di Adam e compagni alla scoperta di una città perduta nel cuore dell’Africa, in questo albo si aggiungono inquietanti informazioni sulla natura misteriosa di questa città e lord Cecil, il Primo Ministro, incarica Adam di aiutare l’Inghilterra nella guerra contro i Boeri nel Natal, assaltando una delle miniere di diamanti con cui i Boeri si finanziano.
Si può quindi immaginare che la spedizione verso la città perduta e l’assalto alla miniera saranno le due linee narrative che condurranno al numero 26 e alla conclusione di questo primo ciclo della serie.

Su questo albo hanno eccezionalmente lavorato ben tre disegnatori diversi: Manfredi, la cui sincerità e onestà nel rapporto con i lettori è ben nota, ha tranquillamente ammesso che la scelta è stata dettata dalla necessità di consegnare entro una certa data e un solo disegnatore non sarebbe riuscito a rispettare i tempi.
Curiosamente, da una necessità tecnico-logistica è uscito un albo che ha comunque una certa coerenza, dal momento che la parte centrale, ovvero la caccia alla tigre, ben si adatta al tratto di Luca Casalanguida, fatto di nebbie e chiaroscuri.

Il vero protagonista dell’avventura è però il conte Narciso, il cui voto di castità crolla miseramente sotto l’assalto di una procace entraîneuse in due delle scene più divertenti dell’intera serie.
Unico neo dell’albo è la frettolosità con cui viene risolto il giallo del fotografo assassinato, apparentemente senza che ci vengano mostrate le indagini.

Queste avventure londinesi sono sempre gustose, ma ammetto che sono in attesa febbrile del ritorno in Africa e della spedizione verso la città perduta.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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