Dylan Dog 350-“Lacrime di pietra”-Recensione

dyd350

Mi sono ripromesso di recensire tutti i fumetti che leggo mensilmente, per cui, seppure a fatica, sbrighiamo la pratica del n. 350 di Dylan Dog, scritto e disegnato da Carlo Ambrosini.
Come avrete intuito, mi ha lasciato indifferente: non è che non mi sia piaciuto, ma mi è sembrato di non avere letto niente.

La trama è questa: Bloch si è innamorato di una ragazza molto giovane, che lui crede una mezza santa (anche perchè si chiama Crispille,come una santa portoghese) mentre invece è una prostituta, vessata dal marito e dalla laida madre di lui, che paga una percentuale ad un boss della malavita.
Fin qui la cronaca nera e vera, ma Dylan Dog è un fumetto horror e quindi ecco che Crispille sembra avere il potere di evocare lo spettro della santa di cui porta il nome, sotto le sembianze di una statua di pietra, solo che questo spettro è assetato di vendetta.

Gli unici guizzi di questa storia lenta e stanca sono le apparizioni della statua vivente di Santa Crispille, che a me hanno ricordato gli Angeli Piangenti del telefilm Doctor Who, soprattutto a pag. 45 e a pag. 60.
È in queste apparizioni che ho ritrovato l’Ambrosini classico, che nelle sue storie riesce sempre ad inserire elementi inquietanti, come nel n. 325 che ha inaugurato il “nuovo corso” dylaniato e la gestione di Roberto Recchioni, dove compariva un bizzarro bambino silenzioso vestito da Arlecchino.
Nel resto della trama però domina la noia. E l’innamoramento di Bloch per una ragazza che potrebbe essere sua figlia, se non sua nipote, risulta soltanto patetico.
Inoltre, uno dei fili conduttori del nuovo corso sembra essere il continuo riferimento alla criminalità organizzata, come nei nn. 338, 345, 349. Probabilmente è una scelta intenzionale degli autori, per calare la serie nella realtà attuale, però in questo modo Dyd perde molto del fascino onirico che aveva.

Anche i disegni di Ambrosini a mio avviso perdono molto per colpa del colore: basta confrontarli con qualsiasi altro albo disegnato da lui.

Insomma, un albo che personalmente mi ha lasciato poco.
Speriamo nei prossimi.

Advertisements

About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
This entry was posted in Fumetti, Uncategorized and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s