“Il vento quella mattina aveva un respiro diverso” (un estratto dal mio ultimo ebook)

Ulisse_copertina

Questo è un breve estratto dal mio ebook più recente, “L’ultimo viaggio di Ulisse”, un giallo storico sul genere di quelli scritti da Valerio Massimo Manfredi.

“Il vento quella mattina aveva un respiro diverso.
Il vecchio indigeno lo sentiva, perché era in grado di comprendere il linguaggio della natura.

Quel vento portava novità e lui non poteva ancora dire se fossero novità positive o negative. Senz’altro era in arrivo un cambiamento ed era lui, come custode della tradizione, a doverlo gestire.
Molti anni prima, si era assunto la responsabilità di guidare i pochi rimasti del suo popolo, gli unici che fossero a conoscenza delle proprie origini. Questa responsabilità consisteva nel proteggere la tradizione dai nemici esterni e da coloro che dall’interno cercavano di avvelenarla e svilirla.
“Guanci”… così venivano chiamati comunemente dagli antropologi, che avevano individuato come autoctono il loro ceppo etnico, che viveva su quell’isola fin dalla preistoria.
Gli antropologi e gli scienziati però vedevano solo quello che le loro menti limitate potevano vedere. Non potevano conoscere la vera origine dei loro antenati, che avevano eretto gli antichissimi monumenti che ancora si ergevano possenti in mezzo alla vegetazione. Né potevano sapere che, più di tremila anni prima, un uomo solo e disperato era approdato su quelle coste, portando una nuova speranza ad un popolo in estinzione, rifondando la loro cultura, innestando su di essa nuove tradizioni e creando un nuovo mondo.
Invasori venuti dal continente europeo avevano poi spazzato via quel mondo e quel popolo, ma la tradizione era sopravvissuta, coagulandosi intorno a ciò che lui custodiva e che rappresentava il luogo più sacro dell’isola.
Il vecchio era incaricato di custodire questo segreto e di proteggerlo da nemici e curiosi, come avevano fatto i suoi predecessori.
La tradizione orale tipica del loro popolo, che non lasciava nulla di scritto, tramandava ad esempio una storia che lui ricordava molto bene, la storia di due navigatori genovesi, che nel 1291 avevano superato le colonne d’Ercole, per seguire una rotta conosciuta già dai Fenici e dai Romani, per scomparire nel nulla insieme alla loro nave. Pochi sapevano quale fosse stato realmente il destino di quei due fratelli, che avevano osato mettere in pericolo la loro tradizione e l’esistenza stessa del loro popolo.
Il vecchio sapeva anche che, pochi anni dopo quella sfortunata spedizione, un poeta italiano, considerato il più grande di tutti, aveva raccontato, nella sua opera più famosa, l’ultimo viaggio di un uomo che, partito dalle coste dell’Asia, era naufragato proprio in vista della loro isola.
Era evidente che quel poeta sapeva. Qualche racconto di quella vicenda sepolta nel tempo doveva essere sopravvissuto e doveva aver lasciato quell’isola, per essere poi riportato nelle cronache di qualche antico navigatore.
Colui che in quegli anni custodiva la tradizione non ritenne di doversi preoccupare, perché il racconto che quel poeta aveva fatto di quell’incredibile viaggio fu interpretato da tutti come una metafora e nessuno pensò mai che potesse essere avvenuto realmente.
Ora però c’era quel vento che spirava dal mare e che sembrava voler annunciare un nuovo cambiamento.
Al contrario dei precedenti custodi, lui non era così pessimista nei confronti degli stranieri e non era così convinto che mantenere segrete le loro origini fosse la scelta migliore per il loro popolo. Forse il cambiamento che quel vento stava annunciando sarebbe stato un buon cambiamento.
Il vecchio si voltò e percorse il breve tratto di spiaggia che lo separava dalla sua abitazione, poco più che una capanna.
L’imponente mole del vulcano sovrastava l’isola come un silenzioso guardiano, piantato al centro di essa dalla notte dei tempi.”

(Copyright 2015 Daniele Ramella)

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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