Nuovo Mondo (Orfani Stagione 3) – n. 1 – L’Aliena – Recensione

Orfani-nuovo-mondo-1

“Quando sarai grande e leggerai questa storia, sgorbio… crederai che tua madre fosse una sciocca o una pazza.
E forse lo sono davvero. Ma di una cosa sono sicura: siamo noi gli artefici della nostra felicità. E se la vita non ti riserva altro che morte e violenza, è poi una cosa tanto brutta immaginarsi un mondo migliore?
Un nuovo mondo, dove non essere più un’aliena in terra aliena… un posto da chiamare casa.”

Dopo l’entusiasmo generato dalla lettura di Morgan Lost, ecco arrivare qualche nota dolente, purtroppo da una serie che finora mi aveva colpito non poco: Orfani, la cui terza stagione si intitola “Nuovo Mondo”.

Abbiamo lasciato Rosa in partenza verso il “Nuovo Mondo”, ovvero il piccolo pianeta (ma chissà che anche qui non ci siano sorprese sulla vera natura di questo luogo insolito) che il complotto della Juric spacciava come la base di partenza degli attacchi (inesistenti) alla Terra. Qui rinascerà l’umanità, dato che il nostro pianeta è ormai al collasso geologico e climatico.
Coloro che sono autorizzati dal Governo mondiale a ripopolare il Nuovo Mondo sono quelli che hanno vinto la lotteria (ma mi sa che anche qui ci saranno sorprese). Questo significa che Rosa, imbarcata con altri su un volo illegale, è una clandestina. Incinta per giunta. E ricercata per terrorismo.

È evidente l’analogia con la cronaca attuale, che vede migliaia, se non milioni, di disperati fuggire dalla guerra in Siria e Iraq, per cercare una nuova vita nel Nuovo Mondo Europa. Ed è evidente soprattutto nei termini usati nella storia: a pag. 18 Cesar si comporta da vero “scafista” e non si fa problemi a sbarazzarsi del “carico umano” pur di salvarsi. Ma anche a pag. 21 l’ufficiale Jensen (così a prima vista la nuova “villain” della serie) dice testuale, alla guardiamarina che ha abbattuto il velivolo di Rosa: “Complimenti, Diaz. Ha effettuato con successo il suo primo respingimento.
“Respingimento” è la parola d’ordine del momento, per la politica europea e soprattutto da parte di politici di destra, ma nel fumetto il respingimento significa l’eliminazione fisica di chiunque cerchi di entrare.

Questa è la parte bella dell’albo: il contesto e il suo significato politico. Purtroppo la sua traduzione in azione è alquanto debole e piena di lacune e problemi di sceneggiatura.
La cabina in cui è addormentata Rosa si è salvata ed è atterrata sul pianeta: la ragazza si sveglia e come prima cosa sfonda il vetro a testate e subito dopo si toglie un pezzo di vetro lunghissimo dalla testa (non dal cuoio capelluto, il disegno lo illustra come piantato nella testa, quindi o il disegnatore ha sbagliato qualcosa o non so che pensare) e il sangue si ferma subito: Rosa neanche sviene, anzi, pur essendo incinta, mette in fila le seguenti prodezze che neanche Rambo e Ringo messi insieme:

  1. Corre più veloce di un branco di belve
  2. scocca frecce come Robin Hood
  3. si arrampica col pancione qua e là
  4. prende a pugni un robot e lo scaglia con un calcio fra le fauci di un mostro di palude

La sensazione è che a Recchioni & C. questa volta sia sfuggita un po’ la mano: non è che, siccome è un fumetto, si può mandare a ramengo la verosimiglianza e il buon senso: se sei incinta non corri. Se hai un pezzo di vetro enorme piantato in testa muori.
Bastava studiare un po’ meglio l’azione e le vignette per migliorare un po’ il risultato.

L’altro tasto dolente è la Juric: a pag. 96 sembra balenare l’orrendo sospetto che la più cattiva di sempre dopo Crudelia Demon e Malefica ci venga ora venduta come “buona”, solo perchè incinta: mi auguro che ci venga risparmiata questa melassa e che la Juric faccia una giusta e meritata morte, finalmente.

Sul pianeta, Rosa incontra lo spettro di Ringo, che sembra aiutarla, e la memoria corre inevitabilmente al quarto numero di Orfani, prima stagione, quando Sam vedeva Ringo al suo fianco, ma era una visione.
Come mai il pianeta visualizza quello di cui abbiamo bisogno o di cui abbiamo paura? C’è ancora qualcosa che non ci è stato detto? Non era la droga della Juric a causare le visioni? C’è un’altra risposta?

Sempre spettacolari i disegni di Gigi Cavenago, ma c’è molto da lavorare sulla sceneggiatura, per evitare eccessi clamorosi come quelli che ho elencato.

6

Orfani-1

Advertisements

About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
This entry was posted in Fumetti and tagged , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s