Dragonero nn. 28-29 – “Cacciatori di Kraken”-“Il nido del Draughen”-Recensione

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“Alla via così, Uncino… chiglia a carezza d’onda e prua incontro al sole!”

Dopo alcuni mesi di storie autoconclusive, ecco Ian “Dragonero” Aranill in un’avventura in due parti, che si snoda tra settembre e ottobre.

La città portuale di Awanart viene attaccata da un enorme Kraken di aria (ce ne sono anche di acqua) guidato da creature dette “Draughen”, che prima cavalcavano i draghi.
Ian viene mandato a risolvere il caso e arriva, insieme all’elfa Sera, al palazzo della Corporazione dei Naturalisti Imperiali, dove facciamo finalmente conoscenza con la madre di Ian, Elara Nomenille, naturalista e viaggiatrice. Qui Ian lascia Sera, per recarsi alla ricerca dei cacciatori di kraken, gli unici in grado di stanare un mostro come quello che ha attaccato la colonia imperiale.

Dopo il “dark fantasy howardiano” dei nn. 25 e 26 e dopo l’avventura fra le nevi del n. 27, torniamo in questi due albi al fantasy più classico.
Ancora una volta Stefano Vietti ci immerge totalmente nel mondo di Dragonero, descrivendo le caratteristiche fisiche che permettono ai kraken di volare, spiegandoci le tecniche di caccia degli avventurieri che cercano di ucciderli, elencando gli usi che si possono fare di carne e ossa di un kraken morto.
Ma a farla da padrone in questi due numeri sono gli spettacolari disegni di Francesco Rizzato, che spesso si distendono in splash-pages che fanno spalancare la bocca dalla meraviglia. Unica nel suo genere la doppia splash a pag. 94-95, in cui il disegnatore sperimenta inquadrature davvero inedite per i canoni bonelliani.

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L’avventura ha alcuni momenti interlocutori, in cui conosciamo i personaggi, e molti momenti di azione, tra i quali spiccano la scatenata caccia al kraken d’acqua alla fine della prima parte e, nella seconda parte, l’arrivo alle isole volanti di Ariosilca e l’abbordaggio del gigantesco kraken d’aria a bordo di una nave volante.

Come capita solitamente in Dragonero, la seconda parte di un’avventura doppia è più breve della lunghezza dell’albo e resta quindi lo spazio per raccontare un’altra breve avventura, questa volta con protagoniste Sera e Elara, la madre di Ian, che, rimaste al palazzo dei Naturalisti, si trovano ad affrontare due ragni verdi delle giungle fuggiti dalle loro gabbie.
A me piacciono molto queste “bonus tracks” a sorpresa al termine di alcuni albi, perchè dedicano spazio a personaggi solitamente di secondo piano, perchè ci danno modo di conoscere meglio il mondo di Dragonero e perchè il genere Fantasy è da sempre un genere “corale”, in cui a volte si abbandonano i protagonisti principali e si scoprono le peripezie dei personaggi minori.

Per finire, questa storia doppia mi è particolarmente cara, perchè Ian va a cercare i cacciatori di kraken a cavallo di una viverna, sauro alato simile al drago, protagonista del mio unico ebook fantasy, che potete trovare QUI!

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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