Claudio Vergnani – Lovecraft’s Innsmouth: recensione.

lovecraft's innsmouth

Il comandamento che vige nei corsi di scrittura era solitamente: “Scrivete ciò che sapete.”
(Stephen King, “On Writing”)

Deve avere avuto presente questa regola Claudio Vergnani, nello scrivere i suoi romanzi. Non perchè Vergnani abbia fatto il cacciatore di vampiri, ma perchè ha avuto una vita piuttosto movimentata come pugile e come militare in Libano e quindi gran parte della sua passione per scazzottate, armi da guerra e volgarità da caserma viene probabilmente da lì.

Vergnani ha creato il personaggio di “Vergy”, ex-mercenario dal passato misterioso che si ritrova a combattere contro vampiri e altri mostri. Curiosamente, le avventure di Vergy, vero protagonista dei suoi romanzi, sono narrate in prima persona dal suo socio e amico, che si presume essere Claudio stesso o un suo alter ego. Mentre “Claudio” è più riflessivo e attento, Vergy è una scheggia impazzita, un personaggio “politically uncorrect” che ne combina di tutti i colori, che non disdegna violenza e turpiloquio, ma che sa come accoppare un vampiro e salvare un amico.

L’ebook di cui parlo in questa recensione è “Lovecraft’s Innsmouth”, il primo della serie “Cthulhu Apocalypse” edita da Dunwich, in cui alcuni scrittori horror si cimentano con omaggi a Howard Phillips Lovecraft e alla sua cosmogonia.
Claudio e Vergy si trovano a dover accompagnare il professor Franco Brandellini in una sorta di parco giochi tematico, sulla costa atlantica, studiato sul modello della Innsmouth del celebre racconto lovecraftiano, uomini pesce compresi. Ma siamo sicuri che sia solo un parco a tema? E gli uomini pesce sono davvero tutti attori?

Questo è il punto di partenza, ma non fatevi ingannare: in questa novelette c’è horror, ma si ride molto, grazie alle prodezze di Vergy e ai dialoghi vivaci e scurrili tra lui e Claudio.
L’idea alla quale ho già accennato, di far raccontare le avventure di Vergy in prima persona da un narratore esterno crea un tramite tra Vergy e il lettore, che è come se vedesse gli avvenimenti con gli occhi di “Claudio”.
Non è una tecnica inedita: già “On The Road” era scritto così, poichè il narratore era Sal Paradiso, alter ego di Kerouac, ma il vero protagonista era Dean Moriarty, ma naturalmente Vergnani trasporta la tecnica nel genere horror e soprattutto tralascia significati socio-politici per dedicarsi totalmente all’avventura e al divertimento, tra sparatorie e scazzotate.
È un po’ come quando un amico ci racconta le prodezze un po’ romanzate di un qualche suo cugino che in gioventù magari ne ha combinate di tutti i colori: ecco, noi leggiamo questa e le altre opere di Vergnani ridendo increduli, chiedendoci se Vergy sia solo un parto della fantasia dell’autore o se sia ispirato a qualche suo commilitone particolarmente “vivace”.

Consigliato caldamente, come tutte le opere di Vergnani!
Lo potete scaricare QUI!

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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