Artù, Gandalf ed Harry Potter

orlando

Questa settimana sarà dedicata ad un genere che da ragazzo mi affascinava molto, ovvero il Fantasy. Avevo anche scritto un romanzo di quel genere, quando andavo ancora al liceo, ma è francamente impubblicabile, perchè straripante di ingenuità e stereotipi.

Infatti il Fantasy, tra tutti i generi letterari, è quello in cui maggiormente si rischia di abbondare in stereotipi, molto più dell’horror o della fantascienza. Questo perchè nasce da un genere molto antico che era a sua volta pieno di personaggi a volte stereotipati, ovvero l’Epica.

È infatti evidente che Gandalf, il druido creato da Tolkien, è un lontano discendente del mago Merlino e che la spada di Shannara inventata da Terry Brooks è ispirata ad Excalibur, per quanto non venga usata allo stesso modo.
A mio avviso, è difficile creare qualcosa di veramente originale nel Fantasy, proprio per via dei personaggi-stereotipo che si rischia di inserire (il paladino, la spada fatata, il mago buono, lo stregone malvagio, la principessa in pericolo, nani, gnomi, elfi e folletti ecc. ecc.).

L’Epica si divide sostanzialmente in tre grandi branche:

  1. L’Epica classica (Omero e Virgilio)
  2. Il Ciclo Arturiano (Artù, Percival, Tavola Rotonda, Camelot, Sacro Graal)
  3. Il Ciclo Carolingio (Orlando, Angelica, Tancredi, i Mori)

In tutte e tre queste branche sono presenti alcuni elementi in comune, che saranno poi sfruttati dagli scrittori fantasy: uno o più guerrieri coraggiosi, armi fatate, maghi buoni e streghe o stregoni malvagi, creature mostruose.
Un altro elemento essenziale dell’epica, che diverrà fondamentale nel Fantasy, è la Ricerca (del Graal, di Angelica, del senno di Orlando, della strada per Itaca, di una nuova patria per i troiani, della spada di Shannara, del Monte Fato, degli Horcrux di Voldemort).

È per questo che è molto difficile scrivere Fantasy, perchè presenta elementi molto standardizzati e il rischio del plagio è dietro l’angolo: lo stesso Terry Brooks, scrittore che ho amato molto, è stato accusato di avere plagiato “Il Signore degli Anelli” nel suo primo romanzo “La spada di Shannara” e in effetti è difficile non notare numerose analogie tra la spada e l’anello, tra Gandalf e Allanon, tra Sauron e il Signore degli Inganni. Nei successivi romanzi, Brooks si distanziò da Tolkien, creando trame più originali, ma non riuscì mai a scrollarsi di dosso l’etichetta di “clone” di Tolkien.

E il Fantasy moderno?
Non posso dire di conoscerlo, perchè preferisco il thriller e l’horror, ma mi permetto di segnalarvi due autrici che sono riuscite, a mio avviso, a creare qualcosa di originale, divertente e ad evitare gli stereotipi.

La prima è Francesca Romana d’Amato, vera esperta di leggende sui draghi: ha realizzato una grande mappa italiana dei draghi, regione per regione, basandosi sulle antiche leggende, ha scritto due romanzi, “I draghi dei Visconti” e “Draghi randagi”, incentrati su un gruppo di draghi allevati dai Visconti, che si erano attribuiti fama di grandi cacciatori di draghi.
Francesca non è soltanto scrittrice: è anche insegnante di cura delle creature magiche a Hogwarts (al PotteRaduno) e gira le fiere con un incredibile stand al quale potete trovare bacchette magiche, uova di drago, cacchine di fata e altre cose mirabolanti… oltre naturalmente ai due romanzi e alla mappa dei draghi italiani.

La seconda è nota con il misterioso pseudonimo di Mala Spina e ha pubblicato il suo primo ebook su amazon, dal titolo “Il giorno del drago”, un’avventura assai poco “romantica” tra luride bettole, pericolosi angiporti e personaggi inquietanti. Nel modo di scrivere di Mala Spina (come anche in quello di Francesca d’Amato) quello che risalta maggiormente è l’umorismo. Nel caso di Mala Spina si può notare anche una commistione di generi, dato che la sua ispirazione, in questo suo primo ebook, proviene dichiaratamente dal film “Grosso guaio a Chinatown” (a suo modo un Fantasy in chiave pulp).

Tutti questi draghi alla fine hanno ispirato anche me, come ho già detto in questo articolo.

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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One Response to Artù, Gandalf ed Harry Potter

  1. Mala Spina says:

    Interessante l’articolo e grazie della segnalazione! 😉

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