Astronavi sulla preistoria

280 Astronavi

Questo immaginifico titolo di un famoso libro di Peter Kolosimo esprime bene cos’è l’Archeologia Misteriosa, o Fanta-archeologia, o Archeologia Spaziale.

Tra gli anni Settanta e Ottanta c’è stato un vero proliferare di libri il cui scopo dichiarato era dimostrare che le antiche civiltà erano state infuenzate dagli extraterrestri, i quali avevano anche fondato Atlantide e Mu.
Il capofila di questa corrente della saggistica era senza dubbio Peter Kolosimo, che, a dispetto del nome (in realtà uno speudonimo) era italianissimo: il suo vero nome era infatti Pier Domenico Colosimo. Nei suoi libri, lo scrittore e giornalista modenese elencava una serie di reperti antichi, disegni rupestri, oggetti misteriosi, che facevano pensare al tentativo delle popolazioni antiche di raffigurare qualcosa che non capivano e che veniva dallo spazio: gli esempi più celebri erano la lastra che copre il sarcofago del re Pacal, nella piramide di Palenque, che raffigurerebbe un uomo che pilota un’astronave; oppure la pila di Baghdad, uno strano oggetto simile alla pila inventata da Alessandro Volta; oppure il meccanismo di Antikythera, definito computer, ma più probabilmente un astrolabio molto complesso.

astronauta_palenque

La bravura di Kolosimo stava nel raccontare tutte queste cose con l’innegabile capacità di convincere il lettore, di catturarlo con una prosa affascinante e scorrevole, che faceva quasi pensare che fosse tutto vero.
Uno dei lettori che Peter Kolosimo era riuscito a catturare con i suoi libri ero io, all’età di 13/14 anni. Mentre leggevo “Terra senza tempo” o “Il pianeta sconosciuto” o “Ombre sulle stelle” o l’incredibile e delirante “Polvere d’Inferno”, non avevo dubbi che Atlantide e Mu fossero esistite, che le piramidi fossero state costruite da civiltà aliene, che il diluvio universale fosse stato causato da una guerra termonucleare tra Atlantide e Mu… e così via.

Oltretutto, nel 1982, l’editore Sergio Bonelli diede il via alla seconda fase della sua storia, pubblicando la prima avventura di Martin Mystere, dopo essere rimasto famoso principalmente per Tex, Zagor e Mister No.
Martin Mystere era (anzi, è, perchè esce ancora oggi) la versione a fumetti delle teorie di Peter Kolosimo o di Erich Von Daeniken: è un archeologo americano che indaga sui misteri dell’antichità, con l’aiuto di un uomo di Neanderthal sopravvissuto all’estinzione e di un’arma a raggi proveniente dalla civiltà di Mu e nota come murchadna (il testo sacro Mahabharata parla a quanto pare di armi simili). Il suo nemico è un suo ex-collega, Sergej Orloff, che all’epoca portava una mezza maschera per coprire il volto sfregiato e indossava una lunga palandrana nera: purtroppo l’arma è stata abolita dalla serie, perchè era stata giudicata troppo fantascientifica, e Orloff è diventato “buono”, due scelte che personalmente non ho mai gradito.

MARTIN_MYSTERE

Le prime dieci-venti avventure erano quanto di più avventuroso e fantascientifico si possa immaginare e hanno influenzato la mia fantasia per gli anni a venire, fino a quando anch’io non ho deciso di dire la mia, con i quattro racconti contenuti nel mio e-book “I Racconti dell’Archeologo”.

Copertina

Ma di questo parleremo la prossima volta.

 

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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