Il racconto del venerdì # 1

L’ultima illusione
di Daniele Ramella

E’ stata la mia ossessione a portarmi qui oggi. L’ossessione di andare oltre i miei limiti, oltre i limiti imposti dalla natura. L’ossessione di violare le leggi fisiche con la semplice forza di volontà.

E’ per questo che sono diventato un illusionista, il più grande illusionista del mondo, in grado di manipolare la mente dello spettatore e di fargli vedere quello che io voglio che veda.

“L’uomo impossibile”, sono stato soprannominato, perché nessuno è mai riuscito a capire come io metta in opera le mie illusioni. Ho camminato indenne in mezzo al fuoco. Mi sono fatto decapitare e ho passeggiato con la mia testa sotto il braccio, mentre la mia bocca continuava a parlare. Ho fatto sparire il Colosseo in pieno giorno, sotto gli occhi dei presenti.

Prima di tentare l’esperimento che mi ha condotto qui, la mia illusione più audace è stata la camminata sulle acque della baia di New York da Manhattan alla Statua della Libertà, sotto gli occhi di migliaia di testimoni, ripreso da centinaia di telecamere, anche subacquee, che hanno potuto escludere qualsiasi trucco.

Eppure non mi poteva bastare. Io devo andare sempre oltre, superare me stesso e poi, una volta che ci sono riuscito, inventare ancora un nuovo limite da superare.

Così ho indetto una grande festa da ballo per il mio quarantesimo compleanno, invitando nella mia villa di Beverly Hills tutti i personaggi più in vista dell’alta società. Le televisioni di mezzo mondo erano presenti ad immortalare l’evento, mentre accoglievo i miei ospiti.

Quella stessa notte mi trovavo in altre cinque città americane. Alla stessa ora ho abbordato cinque bellissime donne in cinque night diversi, le ho portate in cinque alberghi diversi, sempre facendomi riconoscere dai receptionist.

Dopo avere fatto l’amore con loro, le ho assassinate tutte cinque.

La polizia è arrivata da me mentre stavo concludendo, verso l’alba, la mia festa di compleanno a Beverly Hills. Ho confessato gli omicidi. Ho confessato di essere stato in tutte cinque le città contemporaneamente, come provavano del resto le testimonianze, le riprese video e le mie impronte digitali, lasciate ovunque. Ma ho anche confermato di essere stato, alla stessa ora, nella mia villa, in presenza di centinaia di testimoni.

Il processo è stato il più complesso e tormentato di tutti i tempi e ha visto avvicendarsi un numero impressionante di giudici e di giurie, poiché nessuno riusciva a venire a capo del mio inganno, essendo impossibile essere in più posti contemporaneamente.

Ciò nonostante, alla fine sono stato condannato a morte, forse con qualche strappo alla procedura, visto che comunque il mio alibi non poteva essere smontato. Ma non importa… era proprio quello che volevo, perché adesso è venuto il momento dell’ultima illusione.

Sdraiato sul lettino, attendo che l’iniezione letale faccia effetto, poi, mentre la vista mi si annebbia, mi volto verso la telecamera e saluto il mio pubblico: “Ci vediamo fra tre giorni.”

(Copyright 2015 Daniele Ramella)

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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