Turin Tales # 1 – Caffè Saturno.

In questo mio blog risorto dalle sue ceneri ho intenzione di essere il più metodico possibile, pubblicando un articolo al giorno, su argomenti diversi.
Il lunedì è il giorno dedicato alla città in cui sono nato una seconda volta, ovvero Torino. Ogni lunedì racconterò quindi una curiosità sulla nota capitale sabauda, che molti, a torto, considerano tetra e noiosa.
Il Caffè Saturno che fin dall’inizio diede il nome al mio blog e che diventò, in molte community, anche il mio nickname, si trova proprio a Torino.

Era una notte di nebbia quando un mio caro amico, che ancora oggi rivedo volentieri, mi accompagnò al Caffè Saturno, che si trova in uno stretto e oscuro vicolo nel centro di Torino.
Il Caffè Saturno esiste e non esiste. Sembra l’ingresso di un bar, ma in realtà è un murale, dipinto molti anni fa da alcuni pittori, rimasti ignoti per lungo tempo. Si trovava su una porta murata di un antico palazzo del trecento (si trovava, perchè, ahimè, è stato alfine coperto) e raffigurava l’ingresso di un bar chiamato Caffè Saturno. Dalla porta semiaperta si intravedono due personaggi, un uomo e una donna, che sembrano darsi di gomito con un atteggiamento equivoco: lei sembra una prostituta, lui potrebbe essere il suo cliente, ma magari ha cattive intenzioni e lei quella notte farà una brutta fine.
Nella porta c’è qualcosa che non va: in mezzo c’è lo spigolo di un tavolo, ma la prospettiva è andata a farsi benedire, al contrario del palazzo, che è andato a farsi maledire nel corso dei secoli. Sul tavolo ci sono un bicchiere e una bottiglia: è vino quel liquido rosso che si intravede o è qualcosa di più misterioso, forse un liquido alchemico? E il pavimento, con la fuga prospettica della scacchiera, che significato ha? E perchè c’è un enorme sole giallo su sfondo rosso, all’interno del bar? Il sole non dovrebbe essere all’esterno?

Inutile dire che questo murale mi impressionò molto, anche perchè non era l’unico: accanto ad esso, su tutte le porte murate, c’erano affreschi altrettanto deliranti, uno su tutti, che raffigurava un diavolo con zoccoli caprini, che saliva una scala a pioli. Questi sono scomparsi molto prima, ma sto ancora cercandone la documentazione fotografica.
Il Caffè Saturno finì anche nel mio primo romanzo, “Il mummificatore”, del 2004, che ora editerò e ripubblicherò in ebook, essendo trascorsi i dieci anni del contratto editoriale ed essendo tornati miei i diritti.

Solo negli ultimi giorni mi è balenata nella mente un’idea su un racconto, che sveli il segreto del Caffè Saturno. Prima o poi lo scriverò, anche se le idee che si affollano nella mia testa sono più numerose delle ore che dovrei impiegare per scriverle.

Spero di avervi incuriositi… see you next Monday, for another Turin Tale.

DanieleCaffè Saturno

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About Daniele Ramella

Vivo a Novara, ma la mia ispirazione nasce a Torino, città densa di fascino e di mistero. Nel 2004 pubblico il mio romanzo d'esordio, "Il mummificatore", per l'editore Ananke, romanzo giallo a fondo horror che l'anno successivo vince il Primo Premio nel settore Narrativa del Concorso Torino Arte Città Amica. Nel 2006 viene pubblicato il mio secondo romanzo, "Il mistero del bosco maledetto", sempre un giallo tendente all'horror, per l'editore L'Età dell'Acquario. Nello stesso anno un mio racconto di fantascienza, "Un messaggio ai Posteri", arriva secondo al concorso NeroPremio, organizzato dal sito specializzato LaTela Nera, e viene pubblicato nell'antologia "Sedotti dal Buio" (Ferrara Edizioni). Nel 2009 un mio racconto viene incluso nell'antologia Turin Tales (editore Lineadaria), ambientata nei caffè storici di Torino. Dal 2014 ho deciso di intraprendere la strada del self-publishing e di pubblicare solo in formato e-book.
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